ACCADEMIA DELLA MERCEDE
POPULORUM GYMNASIUM
di Lettere - Scienze - Arti e Tempo Libero
RETTORATO
sotto l'alto Patrocinio dei
Cavalieri della Mercede
ANNO
I N.1
GENNAIO
2009
|
SOMMARIO 01-Pablo
Neruda 02-Sento la tua tenerezza... 03-FABIO MARIA LINARI 04-LUCIANO
PAVAROTTI 05-THE EUROPEAN CULTURE |
Pseudonimo di Ricardo Neftalí Reyes Basoalto nato a Parral in
Cile nel 1904, sicuramente una delle voci più significative del XX secolo.
Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza. La sua prima raccolta è del
1923 e s'intitola Crepuscolario. Nel 1924 vengono pubblicate le Venti
poesie d'amore e una canzone disperata, con le quali Neruda viene
riconosciuto come il più famoso giovane poeta dell'America latina. Del 1933 è
la raccolta Residenza
sulla terra, dove vengono raffigurate immagini disperate di un mondo
distrutto dal progresso. Trascorre un periodo in Spagna all'epoca della guerra
civile, dopodiché ritorna in Cile; si iscrive al Partito comunista e viene
eletto senatore. Nel 1948, a seguito di un processo politico intentatogli dal
presidente del Consiglio Gonzales Videla, è costretto all'esilio. In questi
anni difficili scrive Canto generale (1950), dove celebra la
storia e la natura dell'America. Vive in Italia tra il 1951 e il 1952, e qui
compone I versi del capitano e Le uve e il vento.
Nel 1952 torna in Cile e scrive le Odi elementari. Sostiene
l'elezione di Salvador Allende e ottiene la carica di ambasciatore del Cile in
Francia. Torna in patria nel 1972, dopo aver ricevuto, nel 1971, il premio Nobel
per la letteratura e il premio Lenin per la pace, muore a Santiago nel 1973
pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet, che segna la fine del governo
Allende e l'instaurazione della dittatura.
02-Sento
la tua tenerezza...
Sento
la tua tenerezza avvicinarsi alla mia terra,
spiare lo sguardo dei miei occhi, fuggire,
la vedo interrompersi, per seguirmi fino all'ora
del mio silenzio assorto, della mia ansia di te.
Ecco la tua tenerezza d'occhi dolci che attendono.
Ecco la tua bocca, parola mai pronunciata.
Sento che mi sale il muschio della tua pena
e mi cresce tentoni nell'anima infinita.
Questo era l'abbandono, e lo sapevi,
era la guerra oscura del cuore e tutto,
era il lamento sprezzato di angosce commosse,
e l'ebbrezza, e il desiderio, e il lasciarsi andare,
ed era questo la mia vita
era questo che l'acqua dei tuoi occhi portava,
era questo che stava nel cavo delle tue mani.
Ah, farfalla mia e voce di colomba,
ah coppa, ah ruscello, ah mia compagna!
Il mio richiamo ti raggiunse, dimmi, ti raggiungeva
nelle ampie notti di gelide stelle
ora, nell'autunno, nella danza gialla
dei venti affamati e delle foglie cadute!
Dimmi, ti giungeva,
ululando o come, o singhiozzando,
nell'ora del sangue fermentato
quando la terra cresce e vibra palpitando
sotto il sole che la riga con le sue code d'ambra?
Dimmi, m'hai sentito
arrampicarmi fino alla tua forma per tutti i silenzi,
per tutte le parole?
Mi son sentito crescere. Mai ho saputo verso dove.
Al di là di te. Lo capisci, sorella?
Il frutto s'allontana quando arrivan le mie mani
e rotolano le stelle prima del mio sguardo.
Sento che sono l'ago di una freccia infinita,
che penetra lontano, mai penetrerà,
treno di umidi dolori in fuga verso l'eterno,
gocciolando in ogni terra singhiozzi e domande.
Ma eccola, la tua forma familiare, ciò ch'è mio,
il tuo, ciò ch'è mio, ciò ch'è tuo e m'inonda,
eccola che mi empie le membra di abbandono,
eccola, la tua tenerezza,
che s'attorce alle stesse radici,
che matura nella stessa carovana di frutta,
ed esce dalla tua anima spezzata sotto le mie dita
come il liquore del vino dal centro dell'uva.
03-FABIO MARIA LINARI
BIOGRAFIA
Fabio
Maria Linari nasce a La Spezia nel 1959. Figlio del pittore Giacomo Linari, si
diploma al Liceo Artistico di Carrara e successivamente, nell'83, all'Accademia
di Belle Arti. Nell'84 si diploma in calcografia e stampa d'arte ai corsi
istituiti dalla stamperia Segno Grafico Ligure di La Spezia e dal Centro
Internazionale della Grafica di Venezia. Nell'85 si trasferisce a Milano, città
nella quale il suo percorso artistico comincia a prendere concretamente forma.
Nell'86 conosce Giovanni Testori, il cui sprone è mirabile stimolo ai propositi
dell'artista. Nell'88 abbiamo così la prima personale a Gardone Riviera,
presentata da Francesco Frangi dal titolo "La periferia e il ponte".
Nello stesso anno è presente alla galleria il Gabbiano con una personale con
gli artisti Campi e Casentini. Nell'87 Linari diviene titolare della cattedra di
Discipline Pittoriche al L.A.S. di Bergamo. Nell'89 partecipa assieme al padre
Giacomo alla mostra dal titolo "Paesaggi" alla galleria Minotauro.
Agli inizi degli anni '90 un'altra personale, all'Università di Santa Barbara,
in Califomia: Leaves of Journey'. Con il pittore americano Kerry Condron
valorizza un quartiere malfamato di San Francisco con un'esposizione l'on the
road": Hayes valley block.
Ritornato in Italia, è impegnato con il padre Giacomo in una personale al
consolato degli U.S.A. a Milano, presentata da Mauro Corradini e Ferruccio
Battolini.
Nel '90 la galleria Bleich-Rossi di Graz, in Austria, offre ulteriori stimoli
all'artista.
Del '92 sono le personali alla galleria Agape di Milano e nello spazio Nomads di
San Francisco con lo scultore Paolo Schmidlin.
Molteplici sono le presenze espositive a Bergamo, in particolare nella galleria
Charta: nel '96 è "Autostrada" il titolo della mostra che il poeta
bosniaco Dizdarevich, Roberto Barzi e Vincenzo Forsetti illustrano in catalogo.
Sempre alla Charta, nel '97, dopo un breve soggiorno di Linari a New York, si
hanno i "Cartoni newyorchesi", presentati da Marina Pizziolo. Nel '96
e '97 risulta tra i vincitori al prerriio Morlotti a Imbersago.
Ancora a Imbersago, l'anno successivo, viene ordinata dal gallerista Aldo Mari
una nuova personale dell'artista: "Orizzonti Verticali" con un testo
di presentazione dello scrittore Luigi Marsiglia.
Nel '99 l'artista è stato invitato ad esporre, presso alcune sale dell'aereoporto
Malpensa di Milano, la mostra "Torre di Controllo" presentata sempre
da Luigi Marsiglia.
A dicembre dello stesso anno, nel decennale della caduta del Muro di Berlino,
presso la galleria Ars Media di Bergamo, è stato esposto un ciclo di opere
commemorative dell'avvenimento intitolate "Carte Berlinesi",
presentate da Giuseppe Agosti.
Nell'anno Giubilare l'incontro con il Santo Padre in Vaticano, in occasione
della retrospettiva dell'opera patema e della Postulazione della Causa Montfort
Dottore della Chiesa con testi di Battista Cortinovis e Domenico Montalto.
Nel 2001 dopo una esperienza espositiva a Messina viene invitato dal gallerista
Alain Toubas a esporre alla Compagnia del Disegno di Milano,
Attualmente vive e lavora a Bergamo e a Chiari a est di Milano.
04-LUCIANO
PAVAROTTI
Nato il 12 ottobre 1935 a Modena, il celebre tenore emiliano ha
manifestato fin da subito una precoce vocazione al canto, come testimoniato dai
resoconti familiari. Non solo infatti il piccolo Luciano saliva sul tavolo della
cucina per le sue esibizioni infantili ma, spinto dall'ammirazione per il padre,
anch'egli tenore dilettante (dotato di bellissima voce e cantante nella
"Corale Rossini"
di Modena), passava intere giornate davanti al giradischi, saccheggiando il
patrimonio discografico del genitore. In quella collezione si celavano tesori di
tutti i tipi, con gran prevalenza per gli eroi del belcanto, che Pavarotti imparò
subito a riconoscere e ad imitare.
I suoi studi però non sono stati esclusivamente musicali e anzi per lungo tempo
questa era solo una passione coltivata in privato.
Adolescente, Pavarotti si iscrive alle magistrali con lo scopo di diventare
insegnante di educazione fisica, cosa che si stava quasi per verificare, avendo
egli insegnato per ben due anni alle classi elementari. Parallelamente, per
fortuna, proseguiva gli studi di canto con il Maestro Arrigo Pola (di cui seguirà
i principi e le regole per tutta la sua lunga carriera), e in seguito - quando
tre anni più tardi Pola tenore di professione, si trasferisce per lavoro in
Giappone - con il Maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfeziona il
fraseggio e la concentrazione. Questi sono, e resteranno per sempre, secondo le
parole del Maestro, i suoi unici e stimatissimi maestri.
Nel 1961 Pavarotti vince il concorso internazionale "Achille Peri" che
segna il suo vero esordio sulla scena canora.
Finalmente, dopo tanto studio, arriva il tanto atteso debutto, avvenuto a
ventisei anni (precisamente il 29 aprile del 1961), al Teatro Municipale di
Reggio Emilia con un'Opera divenuta per lui emblematica, ossia la "Bohème"
di Giacomo
Puccini, più volte ripresa anche in tarda età, sempre nei panni di
Rodolfo. Sul podio c'è anche Francesco Molinari Pradelli.
Il 1961 è un anno fondamentale nella vita del tenore, una sorta di spartiacque
fra la giovinezza e la maturità. Oltre al debutto, è l'anno della patente e
del matrimonio con Adua Veroni, dopo un fidanzamento durato ben otto anni.
Nel 1961-1962 il giovane tenore interpreta ancora La Bohème in diverse città
d'Italia, ottiene pure qualche scrittura fuori confine e intanto si cimenta con
il ruolo del Duca di Mantova in un'altra opera particolarmente adatta alle sue
corde: "Rigoletto". Va in scena a Carpi e a Brescia ma è sotto la
guida del maestro Tullio Serafin, al Teatro Massimo di Palermo, che ottiene un
successo grandissimo e imprime una nuova, significativa svolta alla sua
carriera. Da quel momento viene invitato da numerosi teatri: in Italia è già
considerato una promessa, ma all'estero, nonostante qualche incursione
prestigiosa, ancora non si è imposto.
È nel 1963 che, grazie a una fortunata coincidenza, raggiunge la notorietà
internazionale. Sempre sulla via dell'opera La Bohème, al Covent Garden di
Londra il destino di Luciano Pavarotti incrocia quello di Giuseppe Di Stefano,
uno dei suoi grandi miti giovanili. Viene chiamato per fare alcune recite
dell'opera prima dell'arrivo dell'acclamato tenore, ma poi Di Stefano si ammala
e Pavarotti lo sostituisce. Lo rimpiazza in teatro e anche nel "Sunday
Night at the Palladium", uno spettacolo televisivo seguito da 15 milioni di
inglesi.
Ottiene un enorme successo e il suo nome comincia a prendere peso sulla scena
mondiale. La Decca gli propone le prime incisioni, inaugurando così la favolosa
produzione discografica pavarottiana. Il giovane direttore d'orchestra Richard
Bonynge gli chiede di cantare a fianco di sua moglie, la straordinaria Joan
Sutherland.
Nel 1965 Pavarotti sbarca per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, e
insieme alla sopraffina, acclamata Sutherland è interprete di una
applauditissima Lucia di Lammermoor diretta da Bonynge. Sempre con la Sutherland
debutta con successo al Covent Garden di Londra nell'opera
"La Sonnambula". E prosegue con una fortunatissima tournée
australiana che lo vede protagonista di "Elisir d'Amore" e, sempre
insieme alla Sutherland, di "La Traviata", "Lucia di Lammermoor"
e ancora "La Sonnambula".
Ma ecco che si riaffaccia "La Bohème": il 1965 è pure l'anno del
debutto alla Scala di Milano, dove il tenore viene espressamente richiesto da Herbert
von Karajan per una recita dell'opera pucciniana. L'incontro lascia
un segno forte, tanto che nel 1966 Pavarotti viene nuovamente diretto da Karajan
nella "Messa da Requiem" in memoria di Arturo Toscanini.
Del 1965-1966 sono anche le incisive interpretazioni di opere come "I
Capuleti e i Montecchi" con la direzione di Claudio
Abbado e "Rigoletto" diretto da Gianandrea Gavazzeni.
Ma il best del 1966 è il debutto di Pavarotti al Covent Garden, insieme a Joan
Sutherland, in un opera divenuta leggendaria per la "sequenza dei nove do
di petto": "La Figlia del Reggimento". Per la prima volta un
tenore emette a piena voce i nove do di "Pour mon âme, quel destin!",
scritti da Donizetti
per essere emessi in falsetto. Il pubblico esulta, il teatro è scosso da una
sorta di esplosione che investe pure la casa reale inglese presente al gran
completo.
Gli anni Sessanta sono fondamentali anche per la vita privata del tenore. È di
quel periodo la nascita delle amatissime figlie: nel 1962 nasce Lorenza, seguita
nel 1964 da Cristina e infine nel 1967 arriva Giuliana. Pavarotti ha un legame
fortissimo con le figlie: le considera il bene più importante della sua vita.
Il prosieguo della carriera pavarottiana è tutto sulla falsariga di questi
strepitosi successi, in una teoria di incisioni, interpretazioni e ovazioni sui
palchi di tutto il mondo e con i più famosi maestri che al solo elencarli può
cogliere un senso di vertigine. Tutto questo, ad ogni modo, è la solida base su
cui si erge il mito, anche popolare, di Pavarotti, un mito che, non bisogna
dimenticarlo, si è andato alimentando in primo luogo sulle tavole del
palconscenico e grazie alle indimenticabili interpretazioni fornite nel
repertorio "colto", tanto che più d'uno vede nel tenore modenese non
solo uno dei più grandi tenori del secolo, ma anche la stella in grado di
oscurare la fama di Caruso.
Pavarotti ha infatti un indiscutibile pregio, quello di avere una delle voci più
squisitamente "tenorili" che si siano mai sentite, un vero miracolo
della natura. Possiede insomma una voce molto estesa, piena, argentina, a cui si
unisce una capacità di fraseggiare con particolare suggestione nel canto
affettuoso e tenero, lo stesso che ben si addice al repertorio di Donizetti,
Bellini
e in talune opere di Verdi.
In seguito al successo planetario in campo operistico, il tenore ha esteso le
sue esibizioni al di fuori dallo stretto ambito del teatro, organizzando
recitals in piazze, parchi e quant'altro. Ha coinvolto migliaia di persone nei
più disparati angoli della Terra. Un esito clamoroso di questo genere di
manifestazioni si ha nel 1980, al Central Park di New York, per una
rappresentazione del "Rigoletto" in forma di concerto, che vede la
presenza di oltre 200.000 persone. A fianco di ciò, fonda il concorso "Pavarotti
International Voice Competition", che dal 1981 si svolge ogni tre o quattro
anni a Philadelphia per volontà del maestro.
La fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta vedono il maestro impegnato in
grandi concerti e grandi recite internazionali. Nel 1990, insieme a José
Carreras e Placido
Domingo, Pavarotti dà vita a "I Tre Tenori", un'altra
grande trovata che assicura esiti, in termini di ascolto e di vendite,
altissimi.
Nel 1991 affascina più di 250 mila persone con un grande concerto a Hyde Park
di Londra. Nonostante la pioggia battente, che cade pure sugli entusiasti
Principi di Galles Carlo e Diana,
lo spettacolo diviene un evento mediatico, trasmesso dal vivo in televisione in
tutta Europa e negli Stati Uniti. Il successo dell'iniziativa londinese si
ripete nel 1993 al Central Park di New York, dove approda una mastodontica folla
di 500 mila spettatori. Il concerto, trasmesso dalla televisione, viene visto in
America e in Europa da milioni di persone ed è senza dubbio una pietra miliare
nella vita artistica del tenore.
Grazie a questi riscontri popolare sempre più estesi, Pavarotti ha poi
intrapreso una più controversa carriera all'insegna della contaminazione dei
generi, effettuata perlopiù nell'organizzazione di colossali concerti di grande
richiamo, grazie soprattutto all'intervento, come "ospiti" di stelle
del pop di prima grandezza. E' il "Pavarotti & Friends", dove
l'eclettico Maestro invita artisti di fama mondiale del pop e del rock per
raccogliere fondi a favore di organizzazioni umanitarie internazionali. La
kermesse si ripete ogni anno e vede la presenza di numerosissimi superospiti
italiani e stranieri.
Nel 1993 riprende "I Lombardi alla prima crociata", al Metropolitan di
New York,un'opera che non interpreta dal 1969, e festeggia i primi venticinque
anni di carriera al MET con un grande gala. A fine agosto, durante il concorso
ippico Pavarotti International, incontra Nicoletta Mantovani, che diventa poi
compagna nella vita e collaboratrice artistica. Il 1994 è ancora all'insegna
del Metropolitan dove il tenore debutta con un'opera del tutto nuova per il suo
repertorio: "Pagliacci".
Nel 1995 Pavarotti compie una lunga tournée sudamericana che lo porta in Cile,
Perù, Uruguay e Messico. Mentre nel 1996 debutta con "Andrea Chénier"
al Metropolitan di New York e canta in coppia con Mirella Freni alle
celebrazioni torinesi per il centenario dell'opera "La Bohéme". Nel
1997 riprende "Turandot" al Metropolitan, nel 2000 canta all'Opera di
Roma per il centenario di "Tosca" e nel 2001, sempre al Metropolitan,
riporta in scena "Aida".
Luciano Pavarotti ha oltrepassato i quarant'anni di carriera, una carriera
intensa e piena di successi, offuscata solo da qualche ombra passeggera (ad
esempio la celebre "stecca" presa alla Scala, un teatro peraltro dal
pubblico particolarmente difficile ed implacabile). Nulla sembrava d'altronde
incrinare mai l'olimpica serenità del Maestro, forte di una piena soddisfazione
interiore che gli ha fatto dichiarare: "Penso che una vita spesa per la
musica sia una vita spesa in bellezza ed è a ciò che io ho consacrato la mia
vita".
Nel luglio 2006 viene operato d'urgenza in un ospedale di New York per
l'asportazione di un tumore maligno al pancreas. Poi si stabilisce nella sua
villa nel modenese cercando di condurre una personale lotta contro il cancro.
All'età di 71 anni si è spento il 6 settembre 2007.
05-THE EUROPEAN CULTURE
There are many EU policies for the
promotion of culture: subsidy programmes, regulations, etc.
The European Culture Portal provides information on these policies and directs
you to specialised sites where you can find more detailed information, such as
the Culture site, which specialises in aid for cultural cooperation in Europe.
The Portal can also direct you to the sites of the national authorities
responsible for culture in Europe.
The EU aims to help open up European
cultures whilst at the same time enhancing the common heritage which Europeans
share. EU action looks to encourage cultural cooperation and exchange amongst
Europeans and to support shared knowledge of cultural production right across
the board.
The EU Treaty (Article 151) also calls on
the Union to address the characteristics of culture in the formulation and
implementation of its policies:
• regulations: the formulation of Community law (e.g. laws on
audiovisual media, copyright, taxation, free movement of artists and works, etc.)
or decisions taken regarding competition (e.g. aid for the film industry, book
prices, etc.).
• social, economic and technological development: structural policies
(Social Fund, Regional Development Fund);
• policies on education, training, industry, research, etc.
• external relations: encouraging cultural dialogue between Europe and
third countries, to help developing countries set up the necessary cultural
infrastructures and to maintain the development of policies supporting cultural
diversity (World Trade Organisation).
This portal will permit you to surf
through the many activity fields of the EU related to culture.
We hope that you will find the
information you require here, whether it is a question of cultural activities
(music, dance, heritage restoration, etc.) or Community action (cultural
cooperation, funding for cultural facilities, international cooperation, etc.),
safe in the knowledge that there are information networks on hand throughout the
Member States and regions of the European Union to also help you find what you
are looking for.
Redazione-Segreteria-:via Sangiuliano,60/A 95131 Catania
Responsabile:Beniamino Sorbera de Corbera
tel 095.312120-095.535963 fax 095.314963