ACCADEMIA POPULORUM GYMNASIUM

Bollettino

MARZO

ANNO I N.3

 

 

3

POPULORUM

              GYMNASIUM

ACCADEMIA DI LETTERE-SCIENZE-ARTI E TEMPO LIBERO

Promuove iniziative di solidarietà a favore delle opere realizzate dai Cavalieri della Mercede

Notiziario e Rassegna Stampa

 curato dai Cavalieri della Mercede

 

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MARZO  2009

SOMMARIO

 

 

10-Poesia del Mese

11-Federico II

12-I poeti siciliani

13-XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche
Teatro Greco di Siracusa (9 maggio-21 giugno 2009)

 

14-Pavarotti: requiem benefico a Milano

15-Che cos’è l’Accademia Populorum Gymnasium?

16-MODULO DOMANDA DI AMMISSIONE  

10-Poesia del Mese

Pierluigi Cappello


Una lettura

Pioveva fuori.
Aprii il libro di Odisseo
e il libro cominciò con la sconfitta.
Sotto, immaginai, c’era la fitta
schiera di cimieri e alte controcielo
le aste dei barbari di Grecia;
sulle muraglie rosse,
ma in lontananza, e delicate come
il verde degli steli fra le pietre,
quelle dei fanti d’Ilio sbigottiti.
L’incantatore greco,
qui mi conduce e qui trema – pensai –
in mezzo a questa piana di polveri e di terre
che hanno veduto rompersi difesa
e forza e rovinare all’urto
del combattente acheo
le armi d’Ettore, il fuoriclasse d’Asia.
Pioveva fuori,
dentro l’oscillare del pendolo
tagliava minuti e il frusciare
teso dei fogli.
Per tre volte intorno alle mura
e trenta miglia almeno,
legati gli stinchi al carro di guerra,
sconcio e scempio facendone,
Achille trascinò le spoglie
del principe di Priamo
finché, estenuata, la ferocia
ricadde come polvere sul campo.
Lì posava la testa bruna d’Ettore
e potevi vedere
di sotto le palpebre malchiuse
il bianco delle sclere rovesciate
e potevi sentire,
ma prima che Achille in alto levasse
via nel cielo
asta di frassino e urlo di vittoria,
salire dal corpo del vinto
il silenzio del vincitore vero.

Pierluigi Cappello
Assetto di volo. Poesie 1992-2005

Crocetti Editore 2006

 

11-Federico II

Biografia e politica dell'Imperatore e Re di Svevia, mecenate e protettore di scrittori e artisti

Dopo che Innoncenzo III riconfermò la sua elezione a Re di Puglia e di Sicilia, su consiglio dello stesso Papa, Federico sposò Costanza d'Aragona, di dieci anni più grande di lui. Costanza gli dette un figlio maschio, Enrico, assicurandogli così la successione al trono.
Nel 1212, dopo essersi fatto incoronare Imperatore del Sacro Romano Impero col nome di FEDERICO II, pensò opportuno andare a mettere ordine nella sua terra di Germania, opponendosi all'Imperatore Ottone di Brunwick , caduto in disgrazia di Innocenzo III.
A soli 20 anni (nel 1214) sconfisse il Re di Francia Filippo II Augusto e Giovanni Senzaterra , Re di Inghilterra; nel 1215 conquistò Aquisgrana dove si fece incoronare Re di Germania, giurando di intraprendere una crociata per liberare Gerusalemme dal Saladino. Intanto nel 1216 morì il suo tutore, il Papa Innoncenzo III, a cui successe Onorio III (Cencio Savelli) che era stato anche uno dei suoi maestri. Non volendo rinunciare al Regno di Puglia e di Sicilia , delle cui terre era particolarmente innamorato, Federico lasciò il governo della Germania a suo figlio Enrico e ritornò in Italia, dove nel novembre del 1220 , presente il suo fedelissimo Ermanno Von Saltza , Gran Maestro dei Cavalieri Teutonici, si fece incoronare Imperatore del Sacro Romano Impero nella Basilica di San Pietro da Onorio III .

Alla Corte di Federico
Nella sua Corte, specchio del mondo, accolse i fedeli saraceni con i turbanti e le scimitarre, per dimostrare che l'Impero varcava i confini delle razze e delle fedi; si circondò di matematici come il Fibonacci e astronomi, musici e poeti, medici e legislatori, canonisti e filosofi.
In questo periodo emano' gli editti di Capua , sorsero la Scuola poetica siciliana e l' Università di Napoli (1224), vero centro culturale europeo; si dettarono nuovi regolamenti per la Scuola medica salernitana, elevandola ad Accademia ed istituendovi la prima cattedra di Anatomia.
Alla sua corte accolse anche i poeti e i minnesanger (poeti e trovatori) Tedeschi e Albigesi, che fuggivano dalla Provenza (Francia) perchè perseguitati come eretici dal Papa.
La Corte di Palermo costituì così uno straordinario centro culturale e scientifico come non se ne ebbero per secoli. Federico amò particolarmente la terra di Puglia chiamandola "pupilla dei nostri occhi" , e in questa terra fece costruire o rimaneggiare un gran numero castelli (circa 200)

 

 

12-I poeti siciliani

 

appunti sulla scuola siciliana

Alla fine del Duecento, in Toscana, il genere lirico si istituzionalizza in un canone fisso caratterizzato soprattutto da una La Scuola Siciliana Alla fine del Duecento, in Toscana, il genere lirico si istituzionalizza in un canone fisso caratterizzato soprattutto da una lingua unitaria. I primi ad impiegare per la prima vota un volgare italiano nella lirica d'amore, ispirandosi a quella provenzale dei trovatori. La poesia lirica nasce alla corte di Federico II di Svevia (1220-1250), la cui corte, per quanto itinerante, era per lo più stabilita in Sicilia, che divenne così il centro culturale e politico dell'impero. Cercando di realizzare un'egemonia ghibellina in Italia, Federico si contrapponeva alla Chiesa sul livello politico e culturale, incoraggiando le tendenze scientifiche e la laicità. Per quanto riguarda la poesia, favorì lo sviluppo di forme liriche in volgare siciliano ispirate alla tradizione dei trovatori provenzali. Oggi parliamo di scuola siciliana intendendo quel gruppo di circa 25 poeti attivi tra il 1230 e il 1266, durante la dinastia di Federico e di suo figlio Manfredi. La figura sociale del poeta Il poeta non è più un professionista proveniente dalle file dei cavalieri poveri e della piccola nobiltà, né un giullare, ma quasi sempre un borghese che esercita funzioni giuridiche e amministrative a corte, come un giudice o un notaio, e che si dedica alla poesia per diletto. Le sue poesie non sono accompagnate dalla musica né destinate alla recitazione o al canto, bensì alla sola lettura. I temi Resta il motivo del vassallaggio d'amore preso in prestito dalla società feudale, con le offerte dell'amore da parte del soggetto poetico in cambio di una ricompensa da parte della donna. Ma poiché ora la società non è feudale, bensì cortigiana, l'accento si pone sull'amore in quanto tale: la poesia è insomma più astratta e rarefatta di quella provenzale. La figura della donna è meno delineata, mentre il discorso si incentra spesso su una riflessione sulla fenomenologia dell'amore, con il seguente processo di analisi interiore e all'esame dell'amore in chiave scientifica e naturalistica tipica della cultura laica prevalente alla corte sveva. Le strutture metriche Si ritrovano tre tipi di strutture metriche: La canzone, derivata dalla canso provenzale, costituita da un numero variabile di stanze (5-7) uguali tra loro per numero e per versi e per schema di rime. Le stanze sono formate dalla fronte e dalla sirma, collegate dalla chiave. La canzone si conclude di solito con il congedo. La canzonetta è spesso di argomento amoroso e tono popolare. I versi possono essere più brevi e vivaci (settenari, ottonari). Il ritmo è più semplice e spontaneo. Un esempio è Meravigliosamente di Giacomo da Lentini. Il sonetto è composto da 14 endecasillabi divisi in quattro strofe, due quartine e due terzine. Di solito il sonetto tratta di argomenti discorsivi, teorici, ma anche amorosi e scherzosi.

 

13-XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche
Teatro Greco di Siracusa (9 maggio-21 giugno 2009)

Medea di Euripide, Edipo a Colono di Sofocle

Spettacolo Itinerante

Le Supplici di Eschilo

"Incamminatevi, discendete sotto la terra: mentre sacrifichiamo le vittime: tenete il male lontano da noi, mandate il bene, per la grandezza di questa città": sono queste le parole pronunciate da Atena al termine dell'Orestea, quando le Erinni, le oscure divinità della vendetta, divengono Eumenidi, divinità benevole e protettrici della città. Sotto il segno della legalità e della pacificazione (la pace oggi, per sempre, ha guadagnato il popolo di Atene, prosegue il coro di religiose) si concludeva la trilogia eschilea messa in scena a Siracusa per il XLIV Ciclo di Rappresentazioni Classiche.

Nella stessa città, proprio presso il bosco consacrato alle Eumenidi, ha inizio l'Edipo a Colono di Sofocle, con un Edipo mendico e cieco accompagnato dalla figlia Antigone, in un paesaggio pieno di allori, ulivi, viti - siamo nel cuore del Mediterraneo - , in una atmosfera costantemente sospesa tra realtà e sogno, vita e morte, umano e divino. È qui, nella terra ateniese, nella città pia e felice e giusta, che Edipo compie l'atto conclusivo del suo destino, con l'aiuto di Teseo, il re illuminato che lo protegge da un passato che irrompe costantemente sulla scena (Creonte che vuole ricondurlo a Tebe, Eteocle e Polinice che si contendono il regno...) e lo accompagna sino al suo istante ultimo. Ospite e straniero vivono insieme questa esperienza di confine tra vita e morte, legati da un giuramento (la segretezza del luogo di sepoltura di Edipo) e dal sacro vincolo della ospitalità.

Edipo a Colono è l'ultimo dramma scritto da Sofocle, rappresentato postumo, nel 401 a .C. Uno straordinario testamento spirituale, non a caso ambientato a Colono, nel demo ateniese in cui nacque il grande drammaturgo. L'INDA lo mette in scena per la quarta volta a Siracusa, dopo il 1936, il 1952 il 1976, interpreti rispettivamente Annibale Ninchi, Salvo Randone, Galuco Mauri. Per la stagione 2009 Edipo sarà interpretato dal grande attore Giorgio Albertazzi.

Il tema dello straniero torna, seppure declinato in modo molto diverso, nella Medea di Euripide, in scena con l'Edipo a Colono al Teatro Greco di Siracusa per il XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche. La figlia del sole, la maga, la barbara in terra greca - non accolta ma, con un ribaltamento rispetto a Edipo, bandita dalla città - sarà interpretata da Elisabetta Pozzi per la regia di Krzystof Zanussi, artista e intellettuale polacco in grado di spaziare dal teatro alla scrittura e al cinema con techne e profondità di pensiero. Medea è rappresentata per la sesta volta nella storia dell'INDA, dopo le messinscene del 1927, 1958, 1972, 1996, 2004, interpreti rispettivamente Letizia Celli, Lilla Brignone,Valeria Moriconi (sia nel 1972 che nel 1996), Maddalena Crippa.

Ancora, la stagione 2009 prevede uno spettacolo itinerante, Le Supplici di Eschilo. In unità tematica con gli altri due drammi, sono rifugiate in cerca d'asilo le protagoniste di questa tragedia, il coro di Danaidi che chiede aiuto al re argivo Pelasgo perché prometta di accoglierle nella sua città.

Nel segno dello straniero Edipo, della barbara Medea, delle Danaidi supplici sugli altari di Argo, non ha luogo solo un progetto di allestimento teatrale ma anche e soprattutto un percorso di riflessione, un "viaggio" che parta proprio da Siracusa e dalla Sicilia, terra di frontiera del Mediterraneo, da sempre luogo di incontro, di contraddizione, di confronto e, attraverso esso, di ri-definizione delle identità. Ma anche di fughe, di violenza, di false speranze, come quella dei 283 immigrati morti a Portopalo nella notte tra il 25 e il 26 dicembre 1996, nel naufragio della nave che avrebbe dovuto portarli nel "nord del mondo".

Sotto questi auspici la Fondazione INDA avvia il XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa. Ancora una volta il dramma antico è monito e luogo di riflessione, attuale non perché piegato alle esigenze e agli eventi del tempo, ma perché universale, aderente al cuore dell'uomo, capace di farsi metafora del mondo.

 

14-Pavarotti: requiem benefico a Milano

Il 26 marzo la messa di Verdi alla basilica di San Marco

 

(ANSA) - MILANO, 12 MAR - A un anno e mezzo dalla morte, Milano ha deciso di ricordare Luciano Pavarotti con un concerto ufficiale di beneficenza il 26 marzo. L'orchestra filarmonica e il coro del teatro Verdi di Salerno suoneranno la messa da Requiem di Verdi diretta da Janos Acs. Sfondo della serata sara' la basilica di San Marco, cioe' la chiesa scelta dallo stesso Verdi per la prima assoluta del Requiem il 22 maggio 1874. L 'incasso sara' devoluto all' Amref e all'Opera San Francesco.

 

 

 

15-Che cos’è l’Accademia Populorum Gymnasium?

L’Accademia Populorum Gymnasium è una Associazione cultare avente come finalità la promozione di iniziative culturali,ricreative e sportive il cui ricavato va a sostegno dell’Opera di assistenza svolta dai Cavalieri della Mercede,è strutturata in Delegazioni rette da un Preside che ragrupa gli Accademici del territorio.E’gestita da un Rettore,affiancato da un Consiglio.Istituisce premi sia a livello locale che nazionale.Stimola ed incoraggia i giovani talenti,con l’organizzazione di incontri.Organizza il Ballo delle Debuttanti con lo scopo di mantenere viva una tradizione della Buona Società.

 

16-MODULO DOMANDA DI AMMISSIONE

Accademia Populorum Gymnasium

Di Lettere-Scienze-Arti e Tempo Libero

Promuove iniziative a sostegno delle Opere realizzate

dai Cavalieri della Mercede

Via Sangiuliano 60/A    95131 Catania

telefax-095.312120—Fax ………… Cell.368.7277976

Sito:-  www.realmercede.org  E-mail cavalierimercede@virgilio.it  

 

DOMANDA DI AMMISSIONE

 

                                                                                                                             N°…… di iscrizione

 

Io sottoscritto/a, presa conoscenza dello statuto,condividendone le finalità chiedo l’iscrizione

all’Accademia Populorum Gymnasium

 

COGNOME E NOME ……………………………………………………………………………

NATO A                                                                                     IL                                                       

INDIRIZZO: Via                                                                                    CAP                                      

CITTÀ                                                                                        PROVINCIA                                       

PROFESSIONE:                                                                                                                                     

Telefono abitazione:                                                                Telefono ufficio:                                

Fax:                                                                                           Cellulare:                                           

E- mail:                                                                                                                                               

Sotto la mia responsabilità dichiaro di non aver riportato condanne e di non aver procedimenti penali in corso.

Autorizzo l’Accademia Populorum Gymnasium al trattamento dei miei dati personali

(L. 31 dicembre 1996 n. 675 e D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196)

 

La presente scheda va spedita alla Segreteria dellAccademia Populorum Gymnasium Via Sangiuliano,60/A  95131 Catania Tel. 095.312120    fax ……………….cell.368.7277976 Allegando due fotografie formato tessera ed Euro 30,00 quale quota  di ammissione e contributo associativo annuale.

 

 

Firma……………………………………………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione-Segreteria-:via Sangiuliano,60/A 95131 Catania

Responsabile:Beniamino Sorbera de Corbera

tel 095.312120-095.535963 fax 095.314963

E-mail:- cavalierimercede@virgilio.it  

 

 

 

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